Itinerario Paesaggistico n. 3

Imperia Oneglia - Colle Garezzo

Da Imperia - per la SS 28 del Colle di Nava, poco oltre Pieve di Teco in località Acquetico - deviamo per Mendatica (m 782- km 35).

Pochi passi prima di entrare in paese, accanto ad una caratteristica fontana, si sviluppa a sinistra una sterrata diretta a Montegrosso Pian Latte. In breve, una deviazione sulla destra ci porta in vista della chiesetta di Santa Margherita che custodisce un ciclo di affreschi del '400 e del '500.

 

 

 

ESCURSIONE 1: Cascate dell'Arroscia 
(trekking) 

Accanto alla chiesetta di Santa Margherita, una stradina inerbita si inoltra nel valloncello dove già si avverte il rumoreggiare delle abbondanti acque dell'Arroscia.

Superato su un antico ponte ad unica forbice il Rio Gruppin, la stradella si trasforma in mulattiera acciottolata (alquanto scivolosa col bagnato) che, con una serie di svolte e strappi, ci conduce alle Cascate (m 1050 - 1080). Dislivello inferiore ai 300 m percorribile in 2 ore 30 minuti (andata e ritorno).

Oltre le cascate, il sentiero continua fino a Poilarocca (m 1440) e si innesta a quota 1600 metri sulla rotabile che sale al Garezzo: ma non è itinerario per tutti.

Da Mendatica (km35), la rotabile prosegue per il Colle San Bernardo di Mendatica (m 1263 - km 40) e quindi, sterrata, per Colle Garezzo (m 1795 - galleria a quota 1772 metri - km 46.) Una recentissima frana ha reso il transito un poco più difficoltoso; è quindi consigliabile, anche se non indispensabile, un fuoristrada.

ESCURSIONE 2: Monte Fronté (m 2153)
(trekking)

Giunti nei pressi della galleria, volgendo lo sguardo a nord, appare evidente una larga mulattiera segnata anche dal transito di animali che taglia con salita regolare il fianco alla montagna (trattasi della Costa di Monte Fronté culminante a quota 2049 metri).

Doppiata la Costa, appare evidente ed ormai vicina la vetta del Monte Frontè (m 2153) con la candida statua della Madonnetta, mentre a destra si eleva anch'essa imponente la Cima di Garlenda (m 2140).

Il panorama dalla vetta è splendido e grandioso con vista dettagliata sullo sperone roccioso (quota 2122 metri) che domina "Le Scalette".

Poco più lontano, il Monte Cimonasso ed il puntolino rosa del piccolo Rifugio Sanremo; quindi la cresta che sale al Monte Saccarello preceduto dal puntolino bianco della Statua del Redentore e poi la cresta che sale al Bertrand.

Lontanissime le Marittime visibili dal Capelet Superiore e Cima del Diavolo, fino alla Rocca dell'Abisso e al Frisson; ancora più a destra il gruppo del Marguareis e la cresta montuosa verso il Pizzo d'Ormea e poi, verso il mare, il rilievo che dal Garezzo sale al Monega, discende verso il Carmo dei Brocchi ed il Monte Grande fino al mare.

Il percorso è tutto su stradella con pendenza regolare e con dislivello di 370 metri percorribili comodamente in 1 ora e 30 minuti (ritorno in 1 ora / 1 ora e 10 minuti).

Oltrepassata la galleria, inizia ora la discesa verso Triora. Si trascura al bivio (Passo della Guardia - km 49,5) la strada che verso destra porta in Collardente, si scende al Passo del Pellegrino (m 1398 - km51) e, ritrovando dopo breve l'asfalto, si giunge a Triora (km 58) ed in fondovalle a Molini di Triora (km 63).

Infine, seguendo il corso dell'Argentina, si giunge a Taggia (km 84), all'innesto sull'Aurelia (km 87) e, quindi, ad Imperia (km 104).